Clima e automazione: un legame da non trascurare

Scegliere correttamente l‘impianto di automazione da installare: per farlo correttamente, non basta considerare peso e misura del cancello.
Ci sono altre caratteristiche da tenere in considerazione. Una spesso non considerata è il microclima locale.

Perché è importante pensare al microclima.

Se ci rifletti un attimo, in realtà, non è difficile capire questo legame.
Se la tua installazione è fronte mare, in aperta campagna o in mezzo al bosco, le “sollecitazioni atmosferiche”, chiamiamole così, saranno totalmente diverse.

  • Fronte mare, per esempio, devi considerare il logorio dovuto alla salsedine. Se il cancello è ad ante battenti, inoltre, devi tener presente anche il forte vento, quasi sempre presente nelle zone marittime.
  • Se il cancello si trova in aperta campagna, in estate si trova spesso molte ore sotto lo scoppio del sole. Devi quindi tener conto della dilatazione termica, che incide sul funzionamento dell’automazione (in particolare quella scorrevole).
  • E se il cancello è immerso in una folta vegetazione, come quella di un parco o di un bosco? In questi casi devi considerare l’elevato tasso di umidità di questi ambienti; le motorizzazioni infatti tendono a creare condensa al loro interno, se non adeguatamente protette.

Come regolarsi nella scelta


Questi sono solo tre esempi di fattori da calcolare quando si propone un’automazione al cliente, e per orientarsi è necessario conoscere perfettamente i prodotti e individuare quello giusto.
Per farti un esempio pratico, ti illustrerò quello che abbiamo fatto noi di DIAMATIK con un nostro cliente che abitava in un bosco. La vegetazione dei Castelli Romani non è certo quella della Foresta Pluviale, ma è comunque vero che il cancello sorgeva all’interno di un’aria umidissima.
Proprio tenendo conto delle condizioni microclimatiche, abbiamo optato per un impianto KUDA della GIBIDI con motori a tubo telescopico protetto al posto dei SERRA 320 della GIBIDI, degli operatori elettromeccanici con vite senza fine e chiocciola.
Bisogna qui precisare una cosa: gli operatori SERRA320 sono dei modelli unici nel loro genere, dotati di una chiocciola protetta e non scoperta come nella quasi totalità degli operatori di altre marche della stessa gamma.
Allora perché questa scelta?
Perché anche se nel SERRA 320 la chiocciola è protetta, in caso di alti tassi di umidità questa protezione non è sufficiente a garantire che essa non penetri fino agli ingranaggi.
I motori a tubo telescopico protetto, invece, sono completamente sigillati e risultano molti più stagni al loro interno.

Operatori GIBIDI a confronto: un SERRA320 (sinistra) e un KUDA (destra).

La scelta corretta


La scelta corretta di un impianto eseguita considerando tutti i fattori ti permetterà quindi di risparmiare nel tempo, e avere un impianto che duri nel tempo senza darti problemi.
Per questo motivo, noi di DIAMATIK effettuiamo sempre un sopralluogo prima di compilare un preventivo; questo per renderci conto delle condizioni generali del luogo di installazione e poterti fornire un prodotto chiavi in mano che sia funzionale, duraturo e comodo.

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